La Lombardia è la meta ideale per gli esploratori di realtà nascoste e del tutto suggestive. Ecco allora 10 paesi lombardi abbandonati, meritevoli di una visita e tutti da esplorare per chi vuole trascorre un Halloween a Milano diverso (ovviamente prestando la massima attenzione e senza addentrarsi in edifici fatiscenti e pericolanti) (fonte Mentelocale.it).
Assiano
Nonostante sia ubicato a pochi minuti da Milano nell’immediata periferia ovest, Assiano è un borgo rurale abbandonato. Si affaccia sulla strada denominata Via Cusago che collega il comune di Cusago con il quartiere milanese di Baggio.Nel museo archeologico del Castello Sforzesco di Milano c’è una lapide romana con inciso “AXILIANUM “, la targa che la correda porta scritto: “Trovata nel territorio di Baggio”, ciò fa presupporre che le origini di Assiano possano attribuirsi all’epoca romana.
In una sentenza giudiziale del 1045 e successivamente nel 1046, Azzano, conte e marchese di Milano riconosce alla Basilica del Capitolo di Sant’Ambrogio il possesso di alcuni beni in Assiano, già appartenenti ad un certo Arderico de Muzano (Muggiano).Negli “Statuti delle acque e delle strade del contado di Milano” del 1346 Assiano risulta incluso nella pieve di Cesano Boscone e viene elencato tra le località cui spetta la manutenzione della “strata da Bagio” (“Strada di Baggio”). Fonte (paesifantasma.it)

Rovaiolo Vecchio
Lungo la “Via del Sale”, dove l’Oltrepò pavese confina con l’Emila, c’è un paese sospeso nel tempo. Nonostante gli anni, l’incuria e diversi saccheggi, case, stalle e recinti sono così come erano quasi 50 anni fa. Oggi quando Rovaiolo Vecchio, frazione del Comune di Brallo di Pregola, estremità sud della Provincia di Pavia, venne abbandonato dai suoi abitanti per paura di una frana che minacciava di staccarsi dal monte Lésima.
Oggi Rovaiolo Vecchio conta una mezza dozzina di case in pietra arroccate a 500 metri sul livello del mare. Ci sono anche un vecchio forno, una fontana con abbeveratoio, un recinto per i maiali e le stalle: sono un’eccezionale testimonianza di architettura spontanea del mondo rurale. Le case sono pressoché intatte. Sia fuori, che dentro e negli anni hanno dato vita un vero e proprio museo a cielo aperto. Rovaiolo non è raggiungibile in auto, ma solo a piedi o in bici. O anche a cavallo. Era una posizione strategica, la sua. Crocevia per pellegrini, mercanti e spalloni lungo la “Via del Sale”, un intreccio di sentieri che collegavano la pianura Padana al litorale ligure: prima giù verso i porti della costa per vendere lana e armi e poi su, verso casa, con il prezioso carico di “oro bianco”, indispensabile per la conservazione degli alimenti. (Fonte storiedimenticate.it)

Borgo del Canto
La provincia di Bergamo nasconde luoghi misteriosi, dalla storia secolare ma incerta, affascinanti scrigni di vite mai raccontate. Borgo del Canto è certamente uno di questi posti.
Situato sul monte Canto, da cui prende il nome, si tratta di una piccola contrada contadina immersa nella Valle San Martino, a pochi chilometri da Pontida e Sotto il Monte. Sebbene voci di paese narrino dell’esistenza di un abitante, Borgo del Canto appare ai visitatori come totalmente disabitato, abbandonato a una storia che fu, un minuscolo agglomerato di ruderi che nascondono segreti e affascinano i visitatori.

Castel Liteggio
Proprio là, dove un tempo Milano e Venezia si scontravano per il governo del territorio, sorgeva un piccolo borgo considerato da molti impossibile da conquistare: stiamo parlando di Castel Liteggio, la fortezza inespugnabile.
La struttura, pedina fondamentale per il sistema protettivo dell’area, sorse nel XV secolo nei pressi di un insediamento attestato sin dall’871 sulla volontà della famiglia Visconti, un insediamento pressoché inattaccabile grazie alla presenza di un fossato e una poderosa cinta muraria in parte ancora visibile.
Posto nell’immediata vicinanza del Fosso Bergamasco (antico confine fra la Repubblica di Venezia e il Ducato di Milano), Castel Liteggio poteva esser considerato un vero e proprio borgo grazie alla presenza di abitazioni e botteghe nel suo interno, un borgo in grado di rimanere autonomo dalla vicina Cologno per secoli, almeno sino alla fine del Settecento quando in un catalogo Giovanni Maironi da Ponte lo indica segnala come contrada del comune della Bassa.

Mombello
L’ex Manicomio Mombello si trova a Limbiate all’interno di Villa Pusterla-Crivelli, un enorme complesso di oltre un milione di metri quadri. Era la dimora estiva dei Carcano, una ricca famiglia milanese, una villa lussureggiante e lussuosa che gli abitanti chiamarono “Montebello”, da cui Mombello. In seguito è diventato un luogo spettrale degno dei migliori film horror. (fonte Milanocittàstato)

Savogno
Nella stagione estiva, il borgo di Savogno, di origine medievale, merita una visita approfondita.Rappresenta uno degli insediamenti rurali sulla mezza costa più interessanti e meglio conservati della Provincia di Sondrio.
Siamo a Piuro, a 932 metri di quota sul versante della Val Bregaglia italiana esposto a sud. Per raggiungere questo luogo, suggerisco spesso la stupenda mulattiera in pietra che ha inizio presso la località Sarlone a Borgonuovo di Piuro.
Prima di intraprendere la salita possiamo ammirare le stupende cascate dell’Acquafraggia, che poco distante fanno da scenario perfetto. La mulattiera subito si inoltra nel bosco inerpicandosi sul fianco montuoso. Tutt’attorno possiamo osservare la presenza di antichi terrazzamenti, un tempo coltivati a vigneto. (Fonte Valchiavenna)

Dasile
Savogno è un paese disabitato situato nel comune di Piuro (SO), in Lombardia. Il borgo è raggiungibile solo a piedi attraverso una ripida mulattiera di 2.886 gradini. È situato appena sopra le Cascate dell’Acquafraggia ed è circondato in prevalenza da boschi.
Tutt’ora c’è un rifugio-ristorante, conosciuto come rifugio Savogno, che d’estate diventa un punto di ristoro e di appoggio per chi volesse intraprendere gli altri sentieri nella valle, fino ad arrivare alla sorgente delle cascate (4-5 ore di cammino da Savogno).
Savogno è villaggio umilissimo che si aggrappa agli scogli del monte, entro una valle ripida che guida al vertice del monte Stella, il più alto culmine in Italia dopo il Monte Rosa.
Dallo Stella si prospetta al canton Grigione da tramontana, alla valle Mesolcina da ponente, alla Lombardia da mezzodì, e da levante all’Engadina svizzera ed al Maloia, da cui parte il gruppo delle Alpi che discendono ad incoronare la penisola italica e il corso delle acque dei fiumi, precipui il Reno e il Danubio, che per due lati opposti si incamminano a salutare le principali regioni d’Europa. (fonte unviaggioinfiniteemozioni)

Consonno
Negli anni Sessanta, un imprenditore edile comprò l’intero borgo di Consonno – la città fantasma – e lo demolì per trasformarlo nella Las Vegas italiana.
Fu costruito un grande centro commerciale e di divertimento e vennero realizzati vari edifici architettonici nelle forme più svariate: orientali, arabe, medioevali, rinascimentali.
Successivamente, una frana spazzò via la strada e Consonno cadde nell’oblio e nell’abbandono, diventando una delle città fantasma ancora oggi annoverata tra le più particolari d’Italia.
L’atmosfera che vi si respira è surreale con la vegetazione spontanea che invade le strane costruzioni mai completate. Pronto per Halloween a Milano (fonte EventiMilano.it)

Pagliari
Tra le cime delle Alpi Orobie, a circa 1300 metri d’altezza, sorge Pagliari. Borgo in provincia di Bergamo, nato nel Cinquecento come centro d’allevamento di animali domestici e di fattoria. Il paese, inoltre, presentava una piccola chiesa, un’osteria, alcune strutture per pernottare e abitazioni tipiche di montagna.
Tutte queste strutture sono ancora visibili oggi, seppure il borgo sia completamente disabitato. A partire dagli anni Sessanta ci fu infatti un progressivo spopolamento, con l’ultimo abitante morto nel 2009. Il paese è meta oggi di appassionati di trekking, essendo immerso nel verde e raggiungibile con un sentiero con partenza dalla località di Carona. (fonte Mentelocale)

Monteviasco
Monteviasco è un borgo del Comune di Curiglia, in provincia di Varese. Per raggiungerlo non c’è una strada carrozzabile, ma soltanto la funivia (attualmente fuori servizio). L’abitato si affaccia sul Lago Maggiore, per arrivarci si sale da Luino verso Dumenza fino alla località Ponte di Piero da cui parte la funivia. Da due anni non ci arriva più nessuno.
Per gli abitanti e i turisti che vogliono salire a Monteviasco, l’unico modo è usare la funivia o servirsi del sentiero, costituito un tempo da 1442 gradini oggi ridotti in numero a causa della ristrutturazione dello stesso. Le case sono rustiche, fatte in piode con balconi di legno, i vicoli sono lastricati in pietra, secondo la tradizionale “rizzada”.
La funivia era curata dalla cooperativa “au suriv” che ha in gestione anche l’ostello del paese, adatto a ospitare gruppi e famiglie che vogliono passare qualche ora in questa oasi di pace, lontani dalle macchine e dalle località turistiche sul lago. Ma da quando il manutentore è venuto a mancare qui si è fermato tutto. (fonte siviaggia)

Idee le idee per il tuo Halloween a Milano.
