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Dito medio di Piazza Affari a Milano: L.O.V.E. la scultura di Cattelan.
Dito medio Milano

Dito Medio Milano

È il 24 settembre 2010 quando a Milano scoppia la polemica: al centro delle contestazioni il celebre artista Maurizio Cattelan e la sua ultima opera, un gigantesco dito medio che svetta di fronte a Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa.

Chiunque sia passato da Piazza Affari  una foto alla grande mano col dito medio, che staziona lì nel bel mezzo proprio davanti al Palazzo della Borsa, l’avrà sicuramente fatta.

Si tratta di un’opera provocatoria di un artista provocatorio ed effettivamente risulta difficile resistere alla tentazione di non fotografarla 

Voluto dal Comune di Milano

Realizzato nei modi monumentali del ventennio fascista, “Il dito” viene inaugurato dal sindaco Moratti in occasione della mostra di Palazzo Reale il cui tema è “Contro le ideologie”.

Si tratta di un’installazione temporanea che, addirittura, qualcuno propone di celare nel cortile della Borsa in attesa dell’inaugurazione del museo di arte contemporanea.

Nel 2012 la giunta Pisapia decide di mantenerla di fronte all’edificio simbolo della finanza italiana, grazie all’intervento dell’assessore alla cultura Stefano Boeri. Cattelan è d’accordo: la scultura sarà lasciata in omaggio alla città solo se resta lì dov’è. 

Ecco allora le curiosità su quello che oggi è diventato uno dei simboli di Milano. 

La scultura, alta ben 11 metri e realizzata in marmo di Carrara, è comunemente nota come “Il dito”. Tuttavia, il suo vero nome è “L. O. V. E.”, acronimo di “libertà-odio-vendetta-eternità”, ma anche termine inglese per “amore”.

A prima vista sembra una mano che fa un gestaccio, il cosiddetto dito medio universalmente noto, ma a guardarla bene rappresenta una mano intenta a fare il saluto romano e che ha le dita mozzate, come se fossero state erose dal tempo. Tutte tranne… il dito medio!

Piazza Affari

Trovandosi collocata di fronte a Palazzo Mezzanottesede della Borsa di Milano e in chiaro stile fascista, è stata intesa dai più come gesto volgare e irriverente nei confronti del mondo della finanza che, in un periodo di piena recessione come quello in cui la statua è stata realizzata, poteva essere inteso come una metafora di un nuovo fascismo.

Cattelan non ha mai confermato né smentito questa tesi, limitandosi a spiegare che il “suo” Dito è destinato “soprattutto all’immaginazione, all’immaginazione di tutti quanti, di quelli che ce l’hanno. Quindi, se avete immaginazione… immaginatevi un po’ quello che volete! Ma è inutile negare che la prima cosa che viene in mente sia il gestaccio.

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