C’è un momento preciso in cui capisci di aver sbagliato tutto sulla cucina cinese a Milano: quando ti siedi a Le Nove Scodelle, ordini un piatto di pollo Gong Bao e ti accorgi che il pepe di Sichuan non brucia — anestetizza. È una sensazione elettrica, formicolante, che con gli involtini primavera del ristorante sotto casa non c’entra assolutamente nulla.
Milano ospita la comunità cinese più antica d’Italia: i primi arrivi a Paolo Sarpi risalgono agli anni Venti, e da allora la città ha costruito una scena gastronomica che oggi va dalla ravioleria da tre euro al fine dining con lista dei vini da sommelier. Nel mezzo c’è tutto: il Sichuan piccante, i dim sum cantonesi, l’hot pot mongolo, i lamian tirati a mano, la rosticceria di Rui’an che profuma di spiedini alla griglia alle undici di sera.
Abbiamo selezionato 12 ristoranti cinesi di Milano che meritano davvero il viaggio, divisi per occasione e per portafoglio. Per ognuno trovi indirizzo, orari indicativi, fascia di prezzo e cosa ordinare per non sbagliare. Perché il vero rischio, in questi posti, non è mangiare male: è ordinare il piatto sbagliato.
L’alta cucina cinese a Milano
1. Bon Wei — l’ambasciatore della cucina regionale

Quando ha aperto nel 2010, Bon Wei ha fatto una cosa che a Milano non aveva fatto nessuno: ha smesso di trattare “la cucina cinese” come un blocco unico e ha iniziato a raccontare le regioni. Il menu è organizzato per provenienza — Canton, Sichuan, Jiangsu, Shandong — e il servizio ti accompagna nella scelta senza mai farti sentire un turista. La sala è sobria, elegante, di quelle dove puoi portare un cliente senza pensarci due volte: legni chiari, tovagliato vero, luci calde.
Il piatto simbolo è l’anatra alla pechinese, tagliata al tavolo e servita in due o tre servizi, ma il vero colpo di teatro sono i piatti di Sichuan: il maiale in salsa piccante con pepe di Sichuan e le melanzane in agrodolce sono la porta d’ingresso perfetta per chi non ha mai assaggiato il málà. Ottima anche la carta dei vini, cosa tutt’altro che scontata in un ristorante cinese.
- Indirizzo: Via Castelvetro 16/18, 20154 Milano (zona Sempione / Monumentale)
- Orari indicativi: 12:30–14:30 e 19:30–23:00; chiuso domenica
- Prezzo: €€€ (60–80 € a persona, bevande escluse)
- Info: bon-wei.it — Google Maps
2. Gong Oriental Attitude — dim sum d’autore in Porta Venezia

Gong è il posto dove porti qualcuno che vuoi impressionare. Aperto nel 2015 da Giulia Liu, ha ripensato il dim sum come si ripensa un piatto di alta cucina: stessa tecnica orientale — marinature, fermentazioni, cottura a vapore — ma materie prime italiane di primissima scelta e un’estetica da ristorante gastronomico. La sala, tra Corso Concordia e Porta Venezia, è scenografica senza essere sfacciata: nero, ottone, luci basse.
Il piatto che raccontano tutti è il raviolo dim sum al Wagyu, con ragù di manzo giapponese su crema di foie gras e tofu, chiuso da una lamella di tartufo. Se preferisci lasciarti guidare, i percorsi degustazione sono la scelta migliore: ti fanno attraversare tutto il repertorio senza doverlo decifrare. Prenota con anticipo, soprattutto per il weekend.
- Indirizzo: Corso Concordia 8, 20129 Milano (Porta Venezia)
- Orari indicativi: 12:30–14:30 e 19:00–23:00; chiuso lunedì a pranzo
- Prezzo: €€€€ (80–120 € a persona)
- Info: gongoriental.com — Google Maps
3. Ba Restaurant — la Via della Seta in chiave contemporanea

In zona De Angeli, Ba fa un lavoro sottile: prende la tradizione orientale e la fa dialogare con ingredienti italiani e internazionali, senza mai cadere nel fusion pasticciato. È il ristorante cinese “adulto” di Milano, quello con l’atmosfera da bistrot di design e una clientela che ci torna per abitudine più che per curiosità.
Punta sui dim sum — la selezione al vapore è impeccabile — e sui piatti di pesce, dove la mano è più leggera della media. Bella anche la proposta liquida: cocktail costruiti con ingredienti asiatici che funzionano davvero come apertura di pasto, cosa rara.
- Indirizzo: Via Raffaello Sanzio 22, 20149 Milano (De Angeli)
- Orari indicativi: 12:30–14:30 e 19:30–23:00; chiuso lunedì
- Prezzo: €€€ (50–70 € a persona)
- Info: Google Maps
4. Dim Sum — il classico di Porta Venezia

Prima che il dim sum diventasse una moda milanese, c’era già questo indirizzo tra Porta Venezia e Corso Buenos Aires. Sala piccola, servizio attento, carrello mentale infinito: si ordina a piccoli piatti e si costruisce il pasto pezzo per pezzo, che è esattamente il modo giusto di affrontare la cucina cantonese.
Da provare gli har gow (ravioli di gambero con pasta trasparente) e i char siu bao, i panini al vapore ripieni di maiale caramellato. Con quattro o cinque cestelli a testa si esce sazi e felici. La cucina resta aperta anche a orari più elastici della media, utile se vieni da uno spettacolo o da un aperitivo lungo.
- Indirizzo: Via Nino Bixio 29, 20129 Milano (Porta Venezia)
- Orari indicativi: 12:00–15:00 e 19:00–23:30
- Prezzo: €€€ (45–60 € a persona)
- Info: Google Maps
I ristoranti cinesi autentici (e a prezzo giusto)
5. Le Nove Scodelle — il Sichuan vero, senza sconti

Segnalato dalla Guida Michelin e ormai leggenda tra chi mangia cinese sul serio, Le Nove Scodelle è il posto dove Milano ha imparato cos’è davvero il málà: quella combinazione di piccante del peperoncino e intorpidimento del pepe di Sichuan che ti lascia le labbra vibranti per venti minuti. Sala essenziale, nessuna concessione all’arredamento, tutto concentrato sul piatto.
Il menu è volutamente corto e le porzioni sono generose. Ordina il manzo in brodo piccante e il mapo tofu, e chiedi consiglio sul livello di piccantezza: qui non barano per compiacere il palato italiano, quindi meglio calibrare. Rapporto qualità-prezzo tra i migliori della città, con i secondi che partono da circa 12 €.
- Indirizzo: Viale Monza 4, 20127 Milano (Loreto)
- Orari indicativi: 12:00–14:30 e 18:30–22:30
- Prezzo: €€ (25–35 € a persona)
- Info: lenovescodelle.com — Google Maps
6. Mu Dimsum — eleganza cantonese a prezzo umano
Mu Dimsum è la risposta alla domanda “esiste un cinese elegante che non mi svuoti il portafoglio?”. Sì, e sta a due passi da Piazza Loreto. La sala è curata, il servizio professionale, e la cucina fa dim sum di livello reale — non le imitazioni surgelate che girano in mezza città.
I ravioli al vapore hanno la pasta sottile giusta, quella che si rompe solo se la tratti male con le bacchette. Molto buoni anche i piatti saltati al wok e la carne alla griglia. È l’indirizzo perfetto per una cena a due senza occasione particolare, o per un pranzo di lavoro che vuoi rendere un po’ meno prevedibile.
- Indirizzo: Via Aminto Caretto 3, 20131 Milano (Loreto)
- Orari indicativi: 12:00–15:00 e 19:00–23:00
- Prezzo: €€ (30–45 € a persona)
- Info: Google Maps
7. Wang Jiao — Hong Kong style, quattro indirizzi in città
Wang Jiao ha fatto una scelta chiara: cucina di Hong Kong, materie prime buone, prezzi onesti e tante sedi sparse per Milano, così è sempre a portata di metropolitana. L’atmosfera è quella della trattoria affollata, tavoli ravvicinati e sala rumorosa — il che, in questo caso, è un ottimo segno.
I piatti cult sono il maiale in agrodolce fatto come si deve, i noodles saltati e il pollo croccante. Ottimo per gruppi: si ordina tanto, si condivide tutto, si spende poco. Sedi in Via Casati 7, Viale Col di Lana 14, Via Lomazzo e Via Padova.
- Indirizzo: Via Casati 7, 20124 Milano (+ altre 3 sedi in città)
- Orari indicativi: 12:00–15:00 e 18:30–23:00
- Prezzo: €€ (25–35 € a persona)
- Info: Google Maps
8. Little Lamb — l’hot pot da fare in compagnia

L’hot pot non è un piatto, è un rito sociale: un pentolone di brodo bollente al centro del tavolo, due o più scomparti con brodi diversi, e una lista infinita di ingredienti crudi da immergere e recuperare al momento giusto. Little Lamb, in pieno Chinatown, è il posto dove impararlo.
Scegli il brodo (uno delicato, uno piccante: fidati, prendine due), poi carne di agnello e manzo tagliata sottilissima, verdure, funghi, tofu, spaghetti di soia. Accanto all’hot pot c’è anche una proposta di barbecue con tagli di carne alla griglia. È una cena lunga, chiassosa e divertente: da fare in quattro o cinque, mai da soli.
- Indirizzo: Via Paolo Sarpi 8, 20154 Milano (Chinatown)
- Orari indicativi: 12:00–15:00 e 18:00–23:30
- Prezzo: €€ (30–40 € a persona)
- Info: Google Maps
Street food e ravioli: mangiare cinese a Milano spendendo poco
9. La Ravioleria Sarpi — la coda più famosa di Milano
Se c’è un posto che ha cambiato il rapporto dei milanesi con la cucina cinese, è questo. Dal 2015, un banco con cucina a vista in Via Paolo Sarpi sforna migliaia di ravioli al giorno, tirati a mano davanti a te. Non c’è sala: si ordina, si aspetta qualche minuto, si mangia in piedi sul marciapiede o si porta via.
La genialata è la materia prima: la carne arriva dalla macelleria Sirtori, storica bottega milanese a pochi metri di distanza. Il risultato sono ravioli di maiale con una qualità che nessun ristorante a quel prezzo può permettersi. Prendi anche il jianbing, la crêpe salata cinese con uovo, salsa e croccante. Si spendono pochi euro e si mangia meglio che in metà dei locali del quartiere.
- Indirizzo: Via Paolo Sarpi 27, 20154 Milano (Chinatown)
- Orari indicativi: tutti i giorni 9:00–21:00
- Prezzo: € (5–12 € a persona)
- Info: laravioleriasarpi.com — Google Maps
10. Deliziosa Rosticceria — spiedini e claypot di Rui’an
Rui’an è la città dello Zhejiang da cui proviene buona parte della comunità cinese milanese, e questa rosticceria ne porta in tavola lo street food senza filtri. Locale piccolo, luci al neon, menu appeso al muro: qui non si viene per l’atmosfera, si viene per gli spiedini.
Carne e verdure infilzate e passate alla griglia, cotture in claypot (la pentola di terracotta che arriva al tavolo ancora sfrigolante) e ravioli fatti in casa serviti sulla piastra rovente. È il posto giusto per una cena informale a tarda ora, quando hai voglia di qualcosa di grasso, saporito ed economico. Zero fronzoli, molta sostanza.
- Indirizzo: Via Paolo Sarpi 36, 20154 Milano (Chinatown)
- Orari indicativi: 11:30–15:00 e 18:00–24:00
- Prezzo: € (12–20 € a persona)
- Info: Google Maps
11. Houjie — claypot in stile Hong Kong
A pochi passi da Sarpi, in Via Lomazzo, Houjie gioca sullo stesso registro della rosticceria di quartiere ma con una virata verso Hong Kong. Il pezzo forte sono le cotture in claypot: riso, carne e verdure che finiscono di cuocere nella pentola di coccio, con quella crosticina croccante sul fondo che è metà del piacere.
Aggiungi una manciata di spiedini alla griglia — quelli di manzo con cumino sono i migliori — e una birra fredda, e hai una cena da meno di venti euro che ti ricorderai. Frequentato soprattutto dalla comunità cinese, il che è sempre il miglior indicatore di autenticità che esista.
- Indirizzo: Via Paolo Lomazzo 14, 20154 Milano (Chinatown)
- Orari indicativi: 18:00–24:00 (spesso chiuso a pranzo)
- Prezzo: € (15–22 € a persona)
- Info: Google Maps
12. Noodles & Soups — i lamian tirati a mano
Chiudiamo con il piatto più sottovalutato della cucina cinese in Italia: i lamian, i noodles tirati a mano stirando e ripiegando l’impasto decine di volte finché non diventa un fascio di fili elastici. In questa trattoria su due piani nel cuore di Chinatown si fanno come si deve, e la differenza rispetto agli spaghetti industriali è imbarazzante.
Li trovi in brodo — versione confortante, perfetta per le sere umide di novembre — oppure saltati al wok con manzo e verdure. Locale semplice, prezzi bassi, porzioni serie. È il pranzo ideale dopo un giro per i negozi di Sarpi, e uno dei modi più economici di mangiare bene in centro.
- Indirizzo: zona Via Paolo Sarpi / Chinatown, 20154 Milano
- Orari indicativi: 11:30–15:00 e 18:00–23:00
- Prezzo: € (12–18 € a persona)
- Info: Google Maps
Come orientarsi: una piccola guida per non sbagliare
Tre regole che valgono per quasi tutti gli indirizzi di questa lista. La prima: ordina in condivisione. La cucina cinese è pensata per il tavolo, non per il piatto singolo — quattro portate diverse per due persone funzionano molto meglio di due portate “personali”. La seconda: chiedi il menu in cinese, o almeno chiedi cosa non c’è sul menu italiano. In molti locali di Sarpi esiste una carta parallela con i piatti che la comunità ordina davvero.
La terza: fidati del pepe di Sichuan. La sensazione di formicolio che provoca — si chiama málà — è spiazzante al primo assaggio ma diventa rapidamente una dipendenza. Se ti sembra troppo, un cucchiaio di riso bianco è l’antidoto migliore (l’acqua peggiora la situazione).
Un’ultima nota pratica: orari e giorni di chiusura cambiano spesso, soprattutto nei locali più piccoli di Chinatown, e nel periodo del Capodanno cinese molti ristoranti chiudono per una o due settimane. Una telefonata prima di uscire di casa risolve il novanta per cento dei problemi.
Milano è molto più di un ristorante
Da Bon Wei alla Ravioleria Sarpi passano ottanta euro di differenza e un mondo intero di storie, migrazioni e ricette che hanno attraversato continenti per finire su un tavolo di Via Sarpi. È questo il bello della cucina cinese a Milano: puoi permetterti l’alta cucina il sabato sera e i ravioli in piedi il martedì a pranzo, e in entrambi i casi stai mangiando qualcosa di autentico.
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