Quarant’anni per diventare una scena
Nel 1985, in una via tranquilla di Città Studi, apriva Ginmi: il primo ristorante coreano di Milano, e con ogni probabilità d’Italia. Per quasi trent’anni è rimasto una rarità frequentata quasi solo dalla piccola comunità coreana della città. Poi, nel 2020, “Parasite” ha vinto quattro Oscar, “Squid Game” è diventata la serie più vista nella storia di Netflix, e in mezzo ci si sono messi il K-pop e la skincare coreana. Da lì, l’esplosione.
Oggi Milano ha coreani di ogni tipo: trattorie familiari, barbecue con la griglia incassata nel tavolo, banchi di street food dove si mangia in piedi, bistrot con carte di vini naturali. Ma è una crescita fragile, e vale la pena dirlo: Soot, il primo fine dining coreano della città, segnalato dalla Michelin 2024, ha chiuso dopo meno di un anno. E Hana, aperto nel 1993, ha abbassato la serranda nel marzo 2025 dopo trentatré anni.
Questi sono dodici indirizzi ancora aperti, verificati, divisi per quello che cerchi davvero: la cena lunga, il barbecue, il pranzo veloce, il pollo fritto. I poli sono due — Porta Venezia e Chinatown — più un terzo nucleo sui Navigli.
1. Ginmi — dove è cominciato tutto
Aperto nel 1985, è il capostipite. Sala familiare da una cinquantina di coperti, accoglienza in coreano, nessuna concessione all’estetica instagrammabile: si viene qui per mangiare cose che altrove in città non trovi.
In carta ci sono piatti rari come lo zok bal, la zampa di maiale bollita e servita fredda, e frittelle che vanno oltre il solito kimchi — di soia, di frutti di mare. Le zuppe tradizionali sono il pezzo forte, insieme al pollo fritto. Il legame con il resto della scena è diretto: Haneul “Cielo” Ko, socio e chef, è oggi anche tra i fondatori di Kiwon.
- Indirizzo: Via Giovanni Paisiello 7, 20131 Milano (Città Studi, M2 Piola)
- Orari: lun 12:00–14:30; mar–sab 12:00–14:30 e 18:30–22:30; chiuso domenica
- Prezzo: €€
- Info: ristoranteginmi.com
2. Arirang Plus — l’insegna storica di Porta Venezia
La storia dietro questo ristorante è migliore del ristorante stesso, che è già molto buono. Lo gestisce una coppia arrivata in Italia nel 1983: lui era uno stilista di moda affermato, lei — Chiara Boo, soprano di formazione — è la chef.
Il kimchi è di produzione propria, e su quello si capisce tutto. Poi bulgogi, japchae con i noodles di patata dolce, tempura coreana, bibimbap, kimbap. Gli interni sono curati ed eleganti: è un formato da cena lunga, non da pasto veloce, e si spende attorno ai trentacinque euro.
- Indirizzo: Via Nino Bixio 21, 20129 Milano (Porta Venezia)
- Orari: tutti i giorni 12:30–14:45 e 19:30–23:00; domenica e lunedì chiuso a pranzo
- Prezzo: €€
- Info: arirang.it
3. My Kimchi — il barbecue con la piastra al tavolo
Se i tuoi ospiti vogliono l’esperienza coreana, quella che hanno visto nelle serie, è questa: piastre calde incassate al centro di ogni tavolo, la carne che arriva cruda e si cuoce davanti a te mentre si beve.
La carta va ben oltre la griglia — kimbap, tteokbokki, japchae, mandu, pollo fritto — ma il motivo per cui si viene è il barbecue. C’è una buona lista di soju, da bere liscio o mescolato alla birra nel somaek. Conta una quarantina di euro a testa mangiando carne e contorni in abbondanza. Formato conviviale, cena lunga, prenotazione consigliata.
- Indirizzo: Viale Montello 9, 20154 Milano (Chinatown, M5 Monumentale)
- Orari: in genere 12:00–15:00 e 18:00–23:00; martedì e mercoledì solo cena
- Prezzo: €€–€€€
- Info: Google Maps
4. Jindalai — la griglia a carbone, e una cucina diversa
Qui la differenza non è solo la brace al posto della piastra elettrica, che già cambia tutto. È che Jindalai fa la cucina dell’etnia coreana dello Yanbian, la regione autonoma coreana in Cina: un registro diverso da quello sudcoreano di tutti gli altri indirizzi milanesi.
Il piatto identitario sono gli spiedini di agnello, tipici dello Yanbian, accanto a pollo e maiale e ai classici come il japchae. Apre solo la sera e resta aperto fino a tarda notte: è l’indirizzo coreano da dopo-cena della città. Esiste anche una seconda insegna collegata in zona Zara.
- Indirizzo: Via Pietro Marocco 7, 20127 Milano (tra Loreto e Zara)
- Orari: dalle 18:30, solo cena, fino a tarda notte; chiuso martedì
- Prezzo: €€
- Info: Google Maps
5. Kiwon — il coreano che si beve
La novità più interessante della scena, aperta nell’ottobre 2025. Tre soci: Carmine Colucci, lo chef Haneul “Cielo” Ko — quello di Ginmi — e Emanuele Romanelli, che veniva da Temp Enoteca. Da quella combinazione nasce l’unico coreano milanese impostato come enoteca.
Il tema dichiarato della cucina sono le fermentazioni: accanto al kimchi tradizionale ci sono versioni stagionali, frittella di kimchi, pollo fritto, tteokbokki, stufato di manzo brasato con soia e dashi. E circa centocinquanta etichette di vini naturali europei, scelte per reggere i sapori fermentati. Gli innesti italiani sono misurati: il riso alla coreana mantecato con Parmigiano quarantamesi funziona.
- Indirizzo: Via Macedonio Melloni 35, 20129 Milano (Porta Venezia)
- Orari: da verificare, il locale è recente
- Prezzo: €€
- Info: Google Maps
6. Li-sei Deli — coreano con l’accento di Kyoto
Il nome viene dal caffè che la madre della titolare gestiva a Kyoto, e si sente: la cucina è coreana ma con contaminazioni giapponesi evidenti, a partire dall’estetica. L’hanno aperto Okhee e Kihyuk Jung nel 2020, in piena pandemia.
Una sola vetrina, pochissimi coperti, qualche tavolino fuori: senza prenotare è difficile trovare posto. Il piatto raro da ordinare è il janchi-guksu, zuppa di noodles sottili in brodo vegetale, che a Milano non fa quasi nessuno. E i panini bulgogi montati sullo shokupan del panificio Le Polveri sono un’idea che funziona.
- Indirizzo: Via Vigevano 9, 20144 Milano (Navigli, M2 Porta Genova)
- Orari: mar–sab 12:30–15:00 e 19:30–22:00; dom 12:30–15:00; chiuso lunedì
- Prezzo: €€ (bibimbap 12 €, japchae 11 €, pollo fritto 14 €)
- Info: lisei.it
7. Dream — il bibimbap nella pietra rovente
Gestione interamente coreana e familiare, ed è uno degli indirizzi che consigliano i coreani residenti in città, il che vale più di qualsiasi recensione. Segnalato anche dal Gambero Rosso.
La specialità riconosciuta è il bibimbap servito nel dolsot, la ciotola di pietra rovente che lascia la crosta di riso croccante sul fondo — la parte migliore, quella che si raschia alla fine. Il resto della carta è costruito su fermentazioni, brodi intensi e carni speziate: mandu, pajeon di verdure e kimchi, kimbap al tonno, jeyuk di maiale piccante. Sala semplice, informale, niente coreografia.
- Indirizzo: Piazza VIII Novembre 3, 20129 Milano (tra Porta Venezia e Città Studi)
- Orari: mar–dom 12:00–14:30 e 19:00–22:30; chiuso lunedì
- Prezzo: €€
- Info: Google Maps
8. Seoul — le zuppe, e una coppia mista ai fornelli
Oste italiano, chef coreana: sono marito e moglie, e sono tra i primi ad aver portato questa cucina a Milano. È uno degli indirizzi più consigliati dalla comunità coreana della città.
Il punto forte riconosciuto sono le zuppe, insieme al je yuk bok kum — pancetta in salsa piccante con verdure — e agli spaghetti in brodo freddo con rapa e uovo. C’è un menu degustazione da trentacinque euro presentato come “all you can eat”, che in realtà è un percorso ampio, non un servizio a rotazione libera. Una nota: gli orari riportati online sono discordanti, telefona prima.
- Indirizzo: Corso Cristoforo Colombo 4, 20144 Milano (Porta Genova)
- Orari: serale dalle 19:30, chiuso martedì; servizio pranzo da confermare al 02 8372130
- Prezzo: €€ (degustazione 35 €)
- Info: Google Maps
9. Okja — quello tutto rosa
Sala interamente rosa con dettagli oro e insegne al neon: è il coreano che finisce su Instagram, con un pubblico giovane e molto K-pop. Ma dietro l’estetica c’è una carta che tiene, a prezzi ragionevoli.
Il piatto da ordinare è il pollo fritto coreano, che si sceglie con tre condimenti — soia, salsa piccante o salsa al miele. Bene anche il bulgogi bibimbap e il japchae. Niente griglia al tavolo: è un formato da pausa pranzo o cena veloce, con pochi coperti e una componente forte di delivery.
- Indirizzo: Viale Gorizia 8, 20144 Milano (Darsena)
- Orari: mar–dom 12:00–15:00 e 19:00–22:30; chiuso lunedì
- Prezzo: €€ (pollo fritto 13,50 €, bibimbap 9,50 €)
- Info: Google Maps
10. Gaya — la cena tardi
Locale piccolo e intimo, arredo essenziale, servizio rapido. Le porzioni sono notoriamente abbondanti e il bibimbap è il piatto d’ingresso classico, insieme al bulgogi.
Il vero motivo per segnarselo è l’orario: resta aperto fino a mezzanotte, cosa rara tra i coreani milanesi, che chiudono quasi tutti alle 22:30. Se esci tardi da un concerto o da teatro in zona Buenos Aires, è una delle poche opzioni.
- Indirizzo: Via Domenico Scarlatti 3, 20124 Milano (Corso Buenos Aires)
- Orari: 12:30–15:00 e 19:00–24:00; chiuso mercoledì
- Prezzo: €€
- Info: Google Maps
11. Ajumma Tteokbokki — street food vero
Un locale minuscolo in via Paolo Sarpi con una sola cuoca che prepara tutto al momento. Non c’è servizio al tavolo strutturato: si mangia in piedi o si porta via, e i piatti escono caldi, non riscaldati.
La specialità è nel nome. Ci sono quattro versioni di tteokbokki: il classico piccante, quello con panna e latte per chi non regge il peperoncino, quello con salsa di fagioli neri jjajang e la versione vegetariana. In carta anche onigiri, kimbap, frittelle di kimchi, ramen. Le referenze più richieste finiscono in serata: vacci presto.
- Indirizzo: Via Paolo Sarpi 41, 20154 Milano (Chinatown)
- Orari: lun 9:30–18:30; mar–gio e dom 9:30–22:00; ven–sab 9:30–23:00
- Prezzo: € (tteokbokki circa 5,50 €)
- Info: Google Maps
12. Pollolo — pollo fritto e corn dog
Percorso inverso rispetto a tutti gli altri: è nato nel 2022 come cloud kitchen, solo delivery, e solo dopo ha aperto il locale fisico in via Canonica. Funziona.
Due cose da ordinare. Il corn dog, würstel e mozzarella su stecco con impanatura di farine miste e panko croccante. E il pollo fritto, marinato e fritto al momento, con salse artigianali fatte in casa. Il locale spinge il rituale del chimaek — chicken più beer — che in Corea è un’istituzione. Pochissimi tavoli, quindi prenota o preparati a portare via.
- Indirizzo: Via Luigi Canonica 71, 20154 Milano (Chinatown/Sempione)
- Orari: dalle 12:30; chiuso lunedì
- Prezzo: € (corn dog 5–6 €, pollo fritto 12 €)
- Info: pollolo.com
Come scegliere, in pratica
Se è la prima volta e vuoi capire cos’è questa cucina, vai in uno dei tradizionali — Ginmi, Dream, Arirang — e ordina un bibimbap più una zuppa: sono i due formati che spiegano tutto il resto. Se invece cerchi la serata, il barbecue di My Kimchi o Jindalai è un’altra cosa: si sta a tavola due ore, si cucina, si beve soju, e non è un pasto ma un evento.
Due note pratiche. I banchan, i piattini di contorno che arrivano prima del pasto, sono compresi quasi ovunque e spesso si possono rifare: chiedere è normale, non è maleducazione. E gli orari dei coreani milanesi cambiano spesso — diversi locali di questa lista non hanno nemmeno un sito. Una telefonata risparmia il viaggio.
Hai fame di altri indirizzi? Su eventimilano.it trovi le nostre guide ai migliori ristoranti giapponesi, cocktail bar e street food di Milano, insieme al calendario aggiornato degli eventi in città. Scopri cosa fare questo weekend.

