Servirà davvero un “passaporto sanitario” per chi ha ricevuto il vaccino? Nel futuro è una ipotesi da non escludere secondo il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri. “È molto probabile – dice Sileri all’Adnkronos – che nel prossimo futuro per svolgere diversi tipi di attività sarà richiesto” in qualche occasione “di comprovare l’avvenuta somministrazione del vaccino.
Non è però un tema di competenza esclusivamente interna: istituzioni internazionali quali la Commissione Europea e l’Oms stanno valutando una proposta di certificato internazionale digitale. Già ora, una volta effettuata, viene rilasciata una normale certificazione di avvenuta vaccinazione“.
“Da questo documento al ‘passaporto sanitario’ c’è ancora molta strada da fare, ma è senz’altro uno sviluppo possibile“, osserva l’esponente del M5S.
Passaporto sanitario: l’idea di Zaia e Fontana
Anche a livello regionale c’è chi spinge per l’istituzione di un passaporto sanitario. Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, ha dichiarato: “Credo che ormai i tempi siano maturi per un passaporto sanitario. Le compagnie aeree hanno iniziato a dire che vogliono passeggeri con la garanzia del vaccino, ma presto cominceranno a chiederlo le strutture ricettive, gli spazi per congressi e via dicendo. In Veneto, certamente, potremo provvedere rapidamente”.
Alle parole del Doge hanno fatto eco quelle del collega Attilio Fontana, governatore della Lombardia, che ha definito il passaporto sanitario “una scelta che potrebbe essere molto intelligente e utile”.
Passaporto sanitario: potrebbe essere una app
Ma come potrebbe funzionare un passaporto sanitario? La risposta arriva da un progetto sviluppato tra Stati Uniti, Svizzera, Giappone e Cina, con il lancio di CommonPass, una app per certificare il proprio stato di salute in vista di spostamenti aerei. Sviluppata da The Common Project, associazione non profit che si occupa di sviluppare tecnologie per la salute e il welfare, permetterebbe di viaggiare in sicurezza.
Accedendo alle informazioni caricate dall’utente sull’applicazione o prelevate dai registri vaccinali e dai laboratori certificati, l’applicazione permetterà ai passeggeri delle linee aeree di dimostrare di non essere affetti da Covid-19. CommonPass potrebbe permettere alle compagnie aree di sapere se i risultati di tamponi e test sierologici provengono da fonti verificate, se il passeggero si è sottoposto alla vaccinazione e se in generale risponde ai requisiti sanitari previsti dal Paese in cui si sta dirigendo.

