Rifugi alpini della Lombardia

Sulla vetta dei rifugi alpini della Lombardia: un viaggio da non perdere

Originariamente basi degli alpinisti per raggiungere le cime innevate, oggi i rifugi alpini della Lombardia sono frequentati da escursionisti, famiglie e sportivi che in estate amano divertisti al fresco in alta quota, facendo trekking, mountain bike, arrampicate e tanto ancora.

Rifugi storici in Valtellina

Il primo rifugio alpino costruito nel cuore delle Alpi dal Club Alpino Italiano è proprio in Lombardia. Venne inaugurato nel 1880 con il nome di Rifugio Scerscen, due anni più tardi venne chiamato Marinelli in onore del suo ideatore, Damiano Marinelli. Il Rifugio Marinelli Bombardieri (m 2.813), nell’Alta Val di Scerscen risale al 1880 ed è testimone di storiche salite sul versante italiano del Bernina. Si raggiunge a piedi da Campo Moro (Sondrio) in 3 ore. In estate, vi consigliamo l’escursione a Punta Marinelli (m 3.181), dove ammirare l’intero gruppo alpino del Bernina. 

Nel cuore del Parco Nazionale dello Stelvio, il Rifugio Quinto Alpini (m 2.877, Valfurva, Sondrio). Situato su uno sperone di roccia che guarda verso il gruppo del Bernina, il rifugio è punto di partenza per numerose ascensioni ed escursioni con avvicinamento al ghiacciaio di soli 3 minuti, il rifugio, con i suoi 50 posti, è meta e base d’appoggio per escursionisti ed alpinisti alla ricerca della pace e delle emozioni che ancora pochi posti possono regalare.

Nel cuore del Parco Nazionale dello Stelvio, a 2877 mt, fra le vette del gruppo dell’Ortles-Cevedale (Bormio, Alta Valtellina) il Rifugio Quinto Alpini offre un ambiente familiare  con cucina valtellinese e camere da 6 a 12 posti con soffici piumoni per una notte magica.

Al Rifugio Gianetti situato il alta val Porcelizzo a quota 2534 s.l.m è raggiungibile solo a piedi percorrendo il sentiero con partenza dai bagni del masino in 3ore 30 passo normale inoltre si pùò raggiungere il rifugio da rifugi Omio o Brasca o Allievi situati sul sentiero Roma di cui il rifugio Gianetti è tappa.

Valsassina: i rifugi sulle “montagne di Milano”

Grigna e Resegone sono due vette lombarde care ai milanesi. Sulla Grigna, rinomata palestra di alpinismo, c’è il Rifugio Brioschi (m 2.410, Pasturo, Lecco). Ancor prima che venisse concepita l’idea pionieristica di costruire una capanna-rifugio in vetta alla Grigna, la sezione di Milano del CAI costruì e inaugurò, nel settembre 1881, in un luogo non molto distante da dove ora si trova il rifugio Bogani, la “Capanna Moncodine”. Probabilmente doveva essere così intenso il desiderio di costruirne un altra in vetta che pochi anni dopo, il giorno 10 dell’ottobre 1895, si inaugurò la “Capanna Grigna Vetta”.

Da qui partono sentieri, vie ferrate e canaloni per raggiungere la vetta e la “Traversata Alta” lungo l’intera cresta, che collega Grignetta e Grignone. 

In cima al Resegone (m 1.875, Prealpi Orobiche), il Rifugio Azzoni – a cui si arriva a piedi da Morterone e Brumano, in funivia da Piani d’Erna o in mountain bike – regala una vista meravigliosa su Arco Alpino e Appennini. Dal rifugio si può accedere ai vari versanti, alle ferrate, alle vie di arrampicata… All’alba e al tramonto fanno la loro comparsa caprioli, camosci e cervi.

Rifugi panoramici sul lago di Como

Dal Rifugio Menaggio (m 1.383), ai piedi delle pareti meridionali del monte Grona (m 1.736 m, Mason del Fedèe, Como) si ammirano scorci incantevoli del lago di Como. Arrivati al rifugio a piedi da Breglia (in 1 ora), potete proseguire o… sedervi a tavola: la cucina propone piatti tipici con farine, carni, salumi locali e formaggi d’alpeggio.

Un panorama magnifico si ammira anche dal Rifugio Riella (m 1.275, Faggeto Lario, Como), sul versante ovest del Monte Palanzone, nel Triangolo Lariano. Arrivati in auto a Colma di Sormano, imboccare a piedi il sentiero (1 ora e mezza) e giunti al rifugio, non perdetevi le saporite specialità!  

Articolo “I rifugi alpini della Lombardia” tratto da In Lombardia, sito della Regione Lombardia.

Rifugi in Val Camonica

l Rifugio Città di Lissone (foto articolo) situato nel comune di Saviore dell’Adamello (BS), in Val Camonica, a 2.020 m s.l.m. Accanto al rifugio è presente un invaso artificiale che raccoglie le acque del torrente Poia, mentre una teleferica permette il trasporto di carichi dalla Malga Lincino al rifugio.

Ex fabbricato Enel, venne usato come caserma e ricovero durante la Guerra Bianca in Adamello dal Secondo Corpo d’Armata Alpini. Nei primi anni settanta fu acquistato, ristrutturato e trasformato in rifugio dal C.A.I. Lissone da cui prese il nome. Bruciato nel 1986, è stato ricostruito e ampliato. L’inaugurazione del nuovo Rifugio “Città di Lissone” avvenne nel 1991.

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