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Il Sentiero del Viandante: da Milano alla Svizzera a piedi
Il sentiero del Viandante - cosa fare in lombardia

Si parte da Milano e si arriva in Svizzera, un percorso intero a piedi. Ora tutto ciò è finalmente realtà. E’ possibile farlo in totale sicurezza grazie all’apertura del nuovo tratto del Sentiero del Viandante da Lecco ad Abbadia Lariana.

Un intervento di sistemazione che ora rende completamente percorribile dagli appassionati di trekking, l’ intero cammino internazionale “Le Vie del Viandante”.

Terminati i lavori di collegamento del Sentiero del Viandante da Lecco ad Abbadia Lariana: diventa interamente percorribile il cammino internazionale “Le Vie del Viandante” che conduce da Milano fino a San Bernardino, in Svizzera.

Il percorso è lungo circa 220 kmcollega appunto il capoluogo lombardo alla Svizzera (San Bernardino) e si snoda attraverso la Valle Mesolcina, la Valchiavenna, il Lago di Como e il fiume Adda fino ad arrivare.

Il Sentiero del Viandante

Il Sentiero del Viandante ripercorre un’antica mulattiera lungo la costa orientale del lago di Como (da Lecco a Colico), offrendo una via di comunicazione alternativa al lago e alla Via Regina verso la Valtellina e verso i passi alpini Spluga, Settimo e Julier.

Il percorso lungo la sponda orientale del lago ha avuto nella storia diverse denominazioni e subito diverse modifiche nel suo tracciato: è infatti il risultato della connessione di più percorsi realizzati nel tempo (Via Ducale, Via Regia, Napoleona e solo in alcuni tratti Strada del Viandante).
In merito all’origine dell’intera strada bisogna fare riferimento agli studi dello storico lariano Pietro Pensa, che la ritiene risalente all’epoca romana, seppur non presenti le peculiarità e la struttura tipica di una strada consolare.

La frequentazione da parte di viandanti e pellegrini trova riscontro anche nella documentazione che testimonia la presenza lungo il tragitto di numerose strutture per l’ospitalità e il ristoro.

Nel XV sec., periodo in cui nel territorio infuriava la peste, questa strada viene suggerita dai duchi di Milano come alternativa ai pellegrini romei provenienti da Bellinzona.

La Strada della Riviera

A partire dal XVII sec. la “Strada della Riviera” cresce pian piano di importanza: lo testimonia in primis un rapporto scritto dall’ingegnere Tolomeo Rinaldi su un progetto di strada che partendo dal nuovo Forte di Fuentes, costruito a guardia del confine con lo Stato delle Leghe dei Grigioni, doveva proseguire fino a Milano. Nei documenti notarili del XVIII sec. (1743, 1757, 1767) la strada assume, per lunghi tratti, un nuovo nome: Via Regia o Ducale, nomea qualificante vista la sua probabile funzione di via di collegamento principale tra i confini settentrionali del ducato di Milano e il Forte di Fuentes.

L’importanza di questa strada come via di collegamento tra Milano e la Valtellina, trova il suo culmine durante l’età napoleonica, quando furono attuati importanti miglioramenti strutturali lungo alcuni tratti. Le nuove tratte adattate presero l’appellativo di “Strada Napoleona”.

La strada è rimasta attiva fino ai primi decenni del XIX sec. quando, per volere degli austriaci, venne costruita la strada militare per lo Stelvio, una grande carrozzabile che partendo da Milano saliva ai passi alpini passando da Lecco e Colico. Da quel momento il vecchio tracciato conosciuto come “Strada del Viandante” è stato, di fatto, dimenticato come via di collegamento, fino al ripristino a scopi turistici realizzato nel 1992.

I sentieri

Dodici sentieri uniti da un comune destino: quello di diventare uno dei cammini più belli e particolari che i viandanti hanno tracciato nel corso dei secoli.

Molte le ragioni che li hanno portati ad attraversare questo meraviglioso territorio; certo è che hanno lasciato al viandante moderno un inestimabile patrimonio culturale e paesaggistico.  

Chi decide di intraprendere questo viaggio, scoprirà un itinerario molto vario, con tutto ciò che la natura ci regala: costeggiamo il fiume Adda, arriviamo a percorrere brevi tratti suggestivi, della città di Lecco, per poi riprendere a percorrere la sponda orientale del Lago di Como, attraversiamo piccoli incantevoli borghi, fino a giungere e immergersi in una riserva naturale. 

Continuiamo verso la Valchiavenna dove lo scenario diventa più alpino, fino a giungere in Svizzera.

Interessanti e suggestive anche le diverse varianti che partono verso la sponda occidentale del Lago di Como.

Difficoltà

Il grado di difficoltà è indicato utilizzando la classificazione CAI che suddivide in 4 categorie, contraddistinte da una lettera, l’impegno richiesto per gli itinerari turistici. Di seguito la legenda, in ordine crescente di difficoltà: 
T → Turistico 
E → Escursionistico 
EE → Escursionisti Esperti 
EEA → Escursionisti Esperti con Attrezzatura

Equipaggiamento

Le calzature migliori per questo tipo di percorso sono degli scarponi da trekking leggeri, alti fino alla caviglia, con calze da trekking antivescica. Lo zaino dovrebbe essere da 35-45 litri, caricato con il minimo indispensabile, in modo che il peso non superi i 7-8 kg (6-7 kg per le donne). Zaino e scarpe devono essere di ottima qualità, quindi in questo campo è meglio non badare a spese. Il resto dell’equipaggiamento potrà essere meno costoso, ma comunque composto da indumenti tecnici molto leggeri e traspiranti. Per la pioggia una buona giacca a vento e un ombrellino sono la soluzione migliore, meglio non utilizzare la mantella. 

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