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Lago d’Idro un gioiello incontaminato della Lombardia dove fare il bagno.
Lago d'idro

Lago d’Idro

bacino di origine glaciale situato nella provincia di Brescia a 370 metri di altezza, è il più alto lago lombardo. Le montagne circostanti raggiungono i 2000 metri di quota. Sul suo perimetro si affacciano Idro e le sue sei frazioni di Pieve Vecchia, Lemprato, Crone, Vesta, Vantone e Tre Capitelli.

Con i suoi 12 km di lunghezza e le sue acque cristalline che raggiungono la profondità massima di 122 metri, il Lago d’Idro è interamente balneabile ed è la meta ideale per gli appassionati di surf, vela, canoa e pesca.

E’ il più fresco dei laghi lombardi, ma anche il meno conosciuto e frequentato. Il Lago d’Idro, chiamato Eridio dai romani, è un piccolo specchio d’acqua a quasi 400 metri di altitudine.

L’ambiente incontaminato renderà piacevole qualsiasi attività tu voglia intraprendere. Relax sulle spiagge di pietrisco e ghiaia che si susseguono sulle sponde, sport acquatici (vela, windsurf), ciclismo, trekking e arrampicata, sci d’inverno sulle piste del monte Maniva, attrezzato a ricevere ospiti anche d’estate, con le sue passeggiate e gli indimenticabili panorami delle Piccole Dolomiti bresciane. Meritano un giro tutti i paesi che si affacciano sul lago, a partire da Idro che si articola nelle sei frazioni di Pieve Vecchia, Lemprato, Crone, Vesta, Vantone e Tre Capitelli.

Il Lago d’Idro è il luogo ideale dove trascorrere qualche giorno di vacanza immersi nella natura incontaminata, un vero gioiello a un paio d’ore di auto da Milano. Non perdetevelo!

Di seguito, quattro spunti per una gita con gli amici. O in famiglia.

Monte fortificato

La fortificazione della Rocca d’Anfo si inerpica dal lago alla cima del Monte Censo. Abbozzata già dai Visconti nel Trecento, è stata strutturata nel XV secolo dalla Repubblica di Venezia, poi ampliata dagli ingegneri di Napoleone fino agli interventi del Genio militare italiano. Con l’annessione all’Italia del Trentino (1919) perse la sua funzione di baluardo ma rimase sito militare fino al 1975. Oggi le sue caserme, polveriere, batterie militari – collegate tra loro da camminamenti, scalinate e percorsi ipogei – sono oggetto di visite guidate della durata di quattro ore. Vengono organizzate anche visite didattiche per bambini, movimentate da una caccia al tesoro.

Balli in maschera

Classificato fra le più importanti scoperte etnologiche degli ultimi duecento anni, il carnevale di Bagolino è stato scoperto dagli studiosi del mondo popolare nel 1972. Celebrato dal XVI secolo, si articola in due momenti: i Balarì e i Maschèr. I danzatori e i suonatori si esibiscono il lunedì e martedì prima della fine della festa, muovendosi per le vie del paese in costume, con una maschera e un cappello riccamente decorato. I Maschèr, invece, cominciano a comparire già dopo l’Epifania, a volto coperto, camuffando anche l’andatura, la voce e il portamento.

Ferro battuto, ardesia, scalinate

Borgo medievale incastonato tra le montagne sopra il lago, Bagolino presenta uno stretto agglomerato di case con elementi decorativi come inferriate di ferro battuto, caratterizzazioni architettoniche come portici, ballatoi e tetti di cotto o di ardesia. Le strette vie acciottolate si alternano a scalinate. Al centro del paese, la chiesa di San Giorgio, che risale al XVII secolo. La volta affrescata è ad opera di Tommaso Sandrini, che creò un’illusione ottica grazie alla quale l’altezza della navata appare raddoppiata. L’organo si deve ai fratelli Serassi, celebre dinastia di maestri organari, originari di Como.

Affreschi antichi, affreschi vintage

Lambita dalle acque del lago, nel punto dove il Chiese lascia il bacino per scendere a valle, la chiesa di Santa Maria ad Undas a Idro ha un’abside di origine romanica, inglobata nell’architettura del Trecento che le ha conferito l’attuale aspetto. Sopra l’altare maggiore, un’edicola è decorata con affreschi che raffigurano i santi della pietà popolare. Sono di tutt’altra natura gli affreschi che istoriano le pareti dell’Hotel Milano, proprio di fronte alla chiesa. Negli anni Trenta, Federico Vaglia, pittore autodidatta e proprietario dell’albergo insieme con i fratelli, ha dipinto i locali al piano terreno e le camere ai piani superiori ispirandosi ai futuristi, a Gustav Klimt e all’aeropittura. Purtroppo, negli anni Sessanta, una gestione miope ha cancellato le opere in alcune stanze da letto, ma il bar, la reception e gli ambienti aperti al pubblico continuano a trarre giovamento dai vividi colori e dai variegati temi dell’opera di Vaglia.
 

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