Poco più di una settimana fa, l’Alcatraz e il Gate avevano riaperto e il Circolo Magnolia di Segrate aveva annunciato il calendario dei concerti di novembre, con i quali sarebbe partita la stagione invernale.
“C’è stata un’escalation di restrizioni, nei mesi scorsi avevamo lavorato per mettere in sicurezza i nostri spazi e ora dobbiamo rinunciare“, spiega Edoardo Bassi, uno dei responsabili della programmazione artistica del Magnolia. Il circolo Arci aveva ristretto la capienza da 500 a 120 posti a sedere, tutti distanziati, e aveva creato una sorta di foyer per consentire l’ingresso e il deflusso ordinato del pubblico dei due spettacoli serali. “Avevamo provato ad anticipare l’inizio degli show, ma il coprifuoco alle 23 è stato il colpo finale: non ce la siamo sentita di proporre dei concerti che possano creare difficoltà alle persone che devono tornare poi a casa“, prosegue Bassi. Un discorso simile lo fa Lorenzo Citterio, gestore dell’Alcatraz: “Non avevamo riaperto per guadagnare soldi, ma per dare lavoro ai nostri dipendenti e per dare speranza alla città. L’Alcatraz ha contribuito a rendere Milano la città che era fino all’anno scorso. Non contesto il coprifuoco nel merito, ma abbiamo fatto investimenti che vengono vanificati da provvedimenti urgenti che non prevedono però alcun supporto per noi“. Andrea Scirocco del Gate, diventato Bijou Milano, sottolinea: “Servirebbero dei sussidi, ci stanno facendo chiudere senza dirlo apertamente“.

